ICI
IMU
Service Tax
12 settembre 2013
Il 28 aprile 2013 inizia l'attività del Governo Letta.
Le premesse furono uno stallo governativo e parlamentare che costrinse gli ultimi due suoi predecessori a rimettere il mandato.
Seguirono elezioni politiche che non diedero indicazioni nette circa la maggioranza designata a governare ma un tripartito con quasi identica forza rappresentativa, il resto fu confinato dagli italiani a piccole cifre trascurabili (compresa la neo formazione del 'tecnico' Monti).
La politica partitica però ha dimostrato di non essere capace di accettare la proposta degli elettori e cioè di inserire in porzioni di peso rappresentativo identiche i tre partiti vincenti, infatti pur di non allearsi con il movimento popolare (formatosi tra gente fuori dai circuiti di partito e di governo) anzi ha dimostrato di volersi proteggere da questa eventualità e come unica alternativa possibile ha pensato di formare una azzardata coalizione a due, singolare coalizione perché questi due partiti da vent'anni sono sempre stati (di facciata) antagonisti, risulta bizzarro dunque un qualsiasi possibile accordo programmatico tra due forze antagoniste.
E' chiaro dunque che pur di evitare di nuovo la consultazione popolare gli apparati dei partiti hanno preferito proteggersi da un ulteriore tonfo di consensi aggregandosi con i finti nemici piuttosto che prestare il fianco ai veri nemici: gli elettori.
Dunque in questo clima di apparente buona volontà a risolvere i gravi problemi economici ed occupazionali italiani la politica spalleggiata dalla massima carica rappresentativa italiana hanno fatto credere agli elettori che la soluzione era data dalla formula Governo Letta con dentro PD PdL e Monti (che non ha vinto le elezioni).
Ci aspettavamo dunque dopo qualche giorno di assistere al varo di provvedimenti a sostegno dell'occupazione e dell'economia ma forse ancora prima dell'apertura della discussione e immediata conversione in legge della nuova legge elettorale destinata a sostituire il porcellum.
A distanza di più di quattro mesi invece la situazione politica è la seguente:
- nessuna discussione o stesura di testo per la nuova legge elettorale
- nessun provvedimento a sostegno dell'economia
- nessun provvedimento per il rilancio dell'occupazione persa negli ultimi anni
inoltre
Letta eredita non da Monti ma da Berlusconi un grave dilemma da risolvere: il mancato gettito dell'ICI ed il conseguente giro di fondi ai comuni.
Quello del mancato gettito dall'ICI è l'aspetto più ridicolo per un verso e drammatico per l'altro.
Ridicolo perché si tratta della classica strategia di ritirata berlusconiana, prima di dileguarsi semina dietro di se grosse iniquità su cui basare la sua successiva campagna elettorale (fin'ora è stato uno dei suoi assi nella manica che gli ha fatto riconquistare i consensi perduti a causa della sua politica distruttiva quando governava), quindi essendo ben nota non dovrebbe essere più un amo a cui abboccare per gli avversari politici, invece il resto della politica abbocca sempre.
Drammatico perché pur di evitarsi linciaggi politici Berlusconi è disposto a seminare dietro di se iniquità popolare per distrarre tutti senza preoccuparsi delle gravi conseguenze che dovranno subire e pagare inevitabilmente tutti gli italiani,
drammatico perché non essendo da solo in parlamento (anche se in maggioranza comunque non superando numericamente il resto delle componenti del parlamento messe assieme) la complicità de facto di tutto il parlamento o meglio di Governo Camera e Senato insieme è palese e reale.
drammatico perché non essendo da solo in parlamento (anche se in maggioranza comunque non superando numericamente il resto delle componenti del parlamento messe assieme) la complicità de facto di tutto il parlamento o meglio di Governo Camera e Senato insieme è palese e reale.
Ora vengono a galla le ragioni di impraticabilità reali della cancellazione di una tassa senza averne previsto la copertura del gettito mancante da altri capitoli di bilancio dove si individuano residui attivi ed anche i limiti reali conseguenti alla mancanza di fondi nazionali da destinare verso le casse comunali.
Per la propaganda politica berlusconiana l'abolizione dell'ICI è servita per dimostrare che in vent'anni di politica almeno per una volta Berlusconi era riuscito a mantenere la promessa della prima ora: abolire le tasse per gli italiani.
Niente di più falso.
Niente di più falso.
Cancellando l'ICI Berlusconi non ha cancellato il costo dei servizi pubblici comunali, perché non poteva cancellarli senza prevedere chi al di fuori degli italiani potesse pagarli.
Miopia politica strumentale alla demagogia propagandistica per ingannare gli italiani e distrarli per un po di mesi.
Drammatico è pensare che un tecnico, Monti, non abbia saputo rimediare tecnicamente, non riuscendovi dopo qualche mese di tentativi ha rinunciato all'incarico (con una ritualità bizzarra), così come ora Letta dimostra di non essere in grado di assumersi l'onere di diventare impopolare e risolvere la faccenda.
Letta come Monti oltre a preferire il rinvio nel tempo di una qualsiasi decisione tenta di inventarsi possibili soluzioni commettendo l'errore di rendere pubblico ogni sua meditazione intermedia prima d arrivare ad una giusta soluzione.
Il risultato è che se temeva di diventare impopolare prendendo una decisione ostile agli italiani, non adottandola per lungo tempo anzi dichiarando pubblicamente di non sapere quale soluzione adottare probabilmente otterrà lo stesso risultato da cui sarebbe voluto rifuggire.
Letta inizialmente si è cimentato con la discendente dell'ICI, l'IMU sospendendone temporaneamente la prima rata perché il pagamento sarebbe scaduto proprio nel periodo feriale, niente di più impopolare (Berlsuconi e Tremonti questi dettagli li avevano studiati bene per mettere lo sgambetto ai loro successori, quindi quando dicevano di avere il più ampio consenso elettorale in realtà sapevano bene di essere divenuti ormai molto impopolari infatti elaboravano questi paletti per fare cadere in futuro il governo che sicuramente non poteva essere presieduto da Berlusconi) quindi prima Letta opta per un rinvio poi per una sospensione o una ibernazione, pensando alla classica variante dell'esonero per i meno abbienti e obbligo per i più ricchi, ma anche in questa soluzione si nasconde una impopolarità (meno sostanziosa numericamente, ma più sostanziosa sul terreno delle influenze importanti) quindi è destinata a soccombere in breve tempo, la soluzione probabilmente arriverà nel 2014 con una non meglio definita Service Tax che non si sa ancora come sarà articolata.
Di certo tra il passaggio da ICI ad IMU da IMU a Service Tax l'ipotesi di percentuale di imposizione lievita ad ogni passaggio, quindi è molto probabile che se l'ICI ci costava 100 alla fine la Service Tax (o come la chiameranno) ci costerà almeno 250 se non di più, perché tutto quello che non abbiamo pagato in questi mesi di rinvio alla fine dovremo pagarlo per ripianare la necessità che riscuoteva l'ICI quando c'era.
Dunque l'ex Cavaliere di Arcore ha saputo dimostrare con i fatti che non è in grado né di elaborare né di adottare provvedimenti che consentano agli italiani di pagare meno tasse, perché ha pensato di abolirle il suo nemico aggredendolo dalla coda anziché provare ad imbrigliarlo e domarlo con un processo virtuoso che avrebbe condotto strutturalmente ad un progressivo azzeramento dell'imposizione.
Il self made man fasullo si è dimostrato tale, sarebbe bastato ai suoi aspiranti avversari (poi dimostratisi suoi alleati occulti nei fatti) non seguirlo per vent'anni, cercando di trovare argomentazioni valide a contraddire i suoi teoremi ignoranti, proponendo invece alternative percorribili e sensate.
Come finirà?
Semplice Letta o chi lo succederà dovrà ripristinare il meccanismo dell'ICI almeno finché non si troverà un meccanismo che consenta di finanziare quel fabbisogno da altre voci di bilancio senza intaccare l'efficienza economica e lo stato sociale nazionale.
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