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martedì 26 febbraio 2013

Prime considerazioni - elezioni politiche

26 febbraio 2013

A scrutinio finito le urne ci restituiscono un dato inequivocabile: gli italiani questa volta si sono espressi.

Hanno detto attraverso il loro voto che i partiti di maggioranza PD e PdL andavano puniti con un calo considerevole dei consensi e li hanno penalizzati, hanno affiancato a loro due una nuova formazione di rottura, il MoVimento 5 stelle con pari peso se non addirittura il maggiore peso rispetto alle tre formazioni che escono dalle urne con pari forza di rappresentanza.

I partiti più grossi si attestano ad una percentuale inferiore al trenta percento, solo grazie alle coalizioni vanno un po' oltre.

Il MoVimento 5 stelle preso da solo ottiene la maggiore percentuale diventando di fatto la prima forza politica, ma grazie ad un sistema elettorale truffaldino appare come la terza forza perché le coalizioni premiano i più deboli sovvertendo il dettato costituzionale in materia elettorale.

Le chiavi di lettura di questo esito sarebbero molteplici, mi limito ad una estrema sintesi:
innanzitutto c'è un elettorato che inizia a sganciarsi dall'affabulazione magnifica e fiabesca che i partiti hanno utilizzato per incantarli imitando il modello commerciale di Berlusconi applicato alla politica, il rovescio della stessa medaglia a me pare la strenua difesa che i partiti poitici stanno attuando per modificare le regole di preferenza nel senso di aumentare la protezione di se stessi verso il consenso popolare e conservare i propri seggi a vita.

Però la politica non sembra lungimirante, essendo ingorda intenta ad auto concedersi sempre maggiori privilegi di casta non tiene nel debito conto il costo sociale di questa sottrazione di risorse e l'eventualità di essere sorpresa a trafficare sottobanco per i propri vantaggi mostrando pubblicamente la sua ingordigia e quindi si espone incoscientemente o sprezzante del rischio di perdere fette considerevoli di consenso sul terreno dell'etica, per IdV ad esempio è bastato che la trasmissione di inchiesta di Rai 3 Report spiattellasse pubblicamente gli averi (forse neanche tanto spropositati rispetto a leader di altri partiti) di Antonio Di Pietro ed il sospetto legittimo di dubitare delle sostanze con le quali le abbia potuti accumulare che il calo del consenso non si è fatto attendere, alle recenti competizioni elettorali se pur nascosto dietro al giovane movimento di Ingroia Di Pietro ha perso almeno metà del consenso se non di più ed a Donadi nascosto dietro a Tabacci non è andata certo meglio. Poco lungimiranti dunque perché l'etica dei comportamenti pubblici non è affatto sganciata dal riconoscimento di consenso e rappresentanza. I comportamenti dei soggetti che rivestono ruoli pubblici e per ricoprirli necessitano del consenso popolare devono necessariamente essere 'puliti' non solo per la facciata pubblica ufficiale ma anche in privato, ogni minimo sospetto autorizza alla negazione di consenso.

Quindi gli elettori questa volta hanno punito tutti anche se non in maniera decisiva, secondo me sarebbe stato meglio essere più drastici per una volta e non votare affatto trovando un modo lecito di annullare la scheda senza dare possibilità di riutilizzarla ed evitare così di lasciare libertà di imbrogli in fase di scrutinio, gli oltre 45 milioni di elettori avremmo dovuto in solido tutti annullare le nostre schede e mandare un segnale a burocrati e politici: ci siamo stancati e non vogliamo più pagare loro alcun beneficio e alcun privilegio.

Comprendo che gli italiani non siamo ancora sufficientemente maturi per compiere un posso così determinato.

Però, anche se in maniera più soft, gli italiani hanno manifestato questa tendenza al dissenso responsabile crescente, chi ha vinto con questi risultati comunque non potrà governare né da solo né con la sua coalizione vincente, stesso dicasi per il secondo arrivato il terzo ed il quarto.

C'è da rilevare però che se PD e M5S si alleano per governare forse i numeri li avrebbero, ma l'incognita sta sempre nel comportamento coerente che potrà o non potrà avere il PD vincente ma grande sconfitto. Una coalizione di questo tipo sarebbe una coalizione che tiene in prima considerazione la governabilità del Paese. Ma sicuramente non sarà questa la reale priorità di un probabile governo ma quella di proteggere lo status di privilegi di casta o di tornaconti.

L'incognita più grande è scoprire se il PD saprà assumersi il ruolo di partito di maggioranza o penserà di nuovo di governare con un atteggiamento da opposizione.

Vendola di per se con il suo SEL pesa meno di M5S.

Dall'altro lato dell'emiciclo anche se si alleano PdL e Monti non hanno i numeri per governare, Monti potrebbe allearsi con il PD ma non potrà assumere ruoli decisivi perchè non pesa abbastanza.

L'ipotesi più accreditata è che non si giungerà neanche alla stesura di una nuova legge elettorale, a breve ci sarà la crisi di governo e si torna alle urne con il presidente della repubblica in scadenza ed un esercizio provvisiorio per non ospacolare il funzionamento dello Stato.

Si prospetta una stagione di grande incertezza e la colpa maggiore in questo caso è proprio del PD che da prima forza politica ha sperperato in poco tempo il gap che aveva acquisito.