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giovedì 29 novembre 2018

Di padri e di figli


Questa storia del padre di Luigi Di Maio che non regolarizzava i suoi dipendenti rientra nella estesa e duratura guerra che il bambino Matteo Renzi ha giurato di scatenare contro il Movimento cinque stelle il 5 marzo 2018, il giorno successivo a quello del voto alle ultime politiche per eleggere il nuovo Parlamento;
ovviamente Renzi giura vendetta mediatica che si sostanzierà di milioni di metri cubi di fango sui Cinque stelle non perché siano stati in grado di sconfiggerlo nonostante le regole avverse da Renzi e Berlusconi ordite appositamente per penalizzare i Cinque stelle ma perché Renzi aveva la certezza assoluta che quantunque avessero vinto i Cinque stelle con le regole da lui ordite per sfavorirli non sarebbero stati in grado di formare il governo perché nessun partito si sarebbe alleato con loro, quantunque avrebbero formato un governo non avrebbero avuto la forza sufficiente in parlamento per fare passare agevolmente i provvedimenti del governo.
Bene.
Tutte queste certezze che Renzi aveva il 5 marzo 2018 si sono evaporate come ogni altra precedente sua certezza. Questa è una costante di cui Matteo Renzi inspiegabilmente ed immancabilmente non tiene conto ma che puntualmente si verifica.
Non è il fato avverso è ottusità e smisurato ego oltre ogni ragionevole attesa.

Renzi è rimasto però imbrigliato a quella mossa primordiale.
Non è stato in grado o non ha avuto la forza di fare progredire la strategia man mano che cambiava lo scenario, perché poi in base al funzionamento della legge elettorale che hanno scritto lui e Berlusconi ed al consenso popolare che hanno ricevuto Cinque stelle e Lega gli autori della legge elettorale si sono fatti fuori da soli dai giochi per vincere di nuovo il governo.

Resta certamente la rabbia di chi, come Renzi, credeva di essere in grado di raggirare le regole dello stato e gli elettori propagandando scenari contrari a ciò che effettivamente miravano di concretizzare dopo aver vinto proprio in virtù delle regole scritte al tavolino ed in ossequio al patto del Nazzareno.
Purtroppo oggi nel 2018 non c'è più la benevolenza di nonno Giorgio I° e II° d'Italia che lo protegga dal più alto gradino di autorevolezza dello stato, non siamo più nel 2013 e il suo avversario non è più Enrico Letta.
Questa rabbia si condensa in questa rappresaglia quotidiana combattuta in nome di una agognata supremazia che è diventata per Renzi col trascorrere del tempo sempre più una chimera (per questo per me è molto simile a Don Quichotte de la Macha o il nostro cinematografico Brancaleone da Norcia “Il personaggio, assai noto ancora oggi, è entrato subito a far parte di diritto dell'immaginario collettivo italiano dato che rappresenta lo stereotipo dell'italiano povero e sbruffone” da wikipedia).
Dal 5 marzo 2018 Matteo Renzi, al pari di un bambino viziato che non sa perdere, annuncia guerra sempre e solo “contro i Cinque stelle”.
Il rancore del bimbo viziato non si sfoga in maniera privata, contro una dinamica o un contesto, ma in pubblico e contro chi è identificato anche da tutto il resto della politica italiana del 2018 (ma anche del 2017 del 2016 del 2015 del 2014 del 2013) come il nemico comune da combattere.
Si avete letto bene, proprio da combattere.
Questi signori della politica italiana, che non sono gente di stato come apparivano i politici ed i parlamentari del passato, concepiscono l’agone politico al pari di un ring di pugilato, un’assemblea di condominio, una piazza pubblica per esprimersi nella quale non è necessario un glossario una proprietà di linguaggio o una etica etimologica della parola ma basta inveire contro nella maniera più prevaricatrice e scorretta possibile purché appaia a chi osserva che abbia più ragione chi sa tenere testa agli altri e non chi sostiene posizioni di maggior buon senso o sensatezza logica.
I barbari stanno tutti in parlamento ed in parlamento si azzuffano.
L’altro giorno l’On (tanto per ridere) Emanule Fiano (PD), mentre partecipava al dibattito d’aula con un intervento ha chiesto al premier Conte se il gesto delle mani era rivolto a lui e se con quel gesto intendesse significare a Fiano il classico “ci vediamo dopo fuori”.
(Il tono arrogante di Fiano va oltre la dialettica provocatrice, sconfina addirittura in autoritarismo che mal si intaglia ad un milanese di origini ebree quale Fiano è.
Il sospetto che non sia Renzi il solo bambino viziato in parlamento è forte e non proviene da preconcetti ostili ad alcune persone ben definite ma proviene dall'osservazione di ogni azione personale che ogni singolo parlamentare pone in essere, nulla è lasciato alla fantasia degli osservatori con l'uso della mediaticità contemporanea.

Torniamo alla vicenda in se, di oggi, ma che è comunque parte dell’intera saga della lotta continua che il PD renziano/renzista ha ingaggiato contro i Cinque stelle.
Il casus:
Il padre di Luigi Di Maio avrebbe fatto lavorare in nero un operaio nella sua impresa edile in Campania.
A darne conto le Iene noto programma televisivo ispirato, svizzero indipendente e che non è proprietà di nessuno partito politico o padrone con interessi plurimi, solo dall'obiettivo di diffondere l’informazione con correttezza.

La polemica monta e infine il babbo di Matteo, Tiziano, partecipa alla corrida mediatica prodigandosi di gettare fango sul fango già versato, un comportamento che si qualifica da se.

Questo il suo post.

Ma a riportare un po’ di ordine e realtà nella vicenda ci pensa il solito Fatto Quotidiano che proprio Matteo il bimbo viziato e capriccioso chiamava Il Fango Quotidiano fin da quando era premier ma ancora oggi, in quanto unica voce dell’informazione nazionale completamente non allineata e non succube alla sua influenza personale ed istituzionale.

Racconta la storia di un nigeriano, Evans Omoigui, oggi 45enne quindi nato nel 1973 (due anni più grande di Matteo), i fatti risalgono al 2007 quando Omoigui aveva 34 anni non era un ragazzino, era impiegato con un contratto co.co.co. in un’azienda di proprietà di Tiziano e Tiziana Renzi come distributore di quotidiani (il primo proprietario al 90% la seconda proprietaria al 10%) la Arturo Srl  con un ingaggio misero di 750€ al mese per un anno e quando questo aveva reclamato di volere essere retribuito con uno stipendio adeguato al lavoro effettivamente svolto (distribuiva i quotidiani per conto della Arturo Srl con la propria auto e senza ricevere rimborso spese, fa ridere se pensiamo a Matteo Renzi che invece pare che in Provincia al Comune ed in Fondazione proprio ai rimborsi spese faceva ricorso in modo sistematico) viene licenziato in tronco.
Il tribunale di Genova, città dove risiedeva e lavorava e operava la Arturo Srl, dà ragione ad Omoigui e condanna Tiziano e Tiziana Renzi a pagare un risarcimento danni per un totale di circa 90.000 €.
I Renzi, pur di non pagare Omoigui mettono in liquidazione la Arturo Srl.

Oggi Evans Omoigui se ne è tornato in Nigeria a Benin City, qui da noi in Italia, a genova non a Rosarno in Calabria, non è riuscito a vivere.
Ci sarebbe pure che nel frattempo si è ammalato ma questo per i Renzi sarebbe un dettaglio trascurabile.

Ciò che sorprende di più non è tanto il velato riferimento che Tiziano Renzi attribuisce al comportamento di Antonio Di Maio, ma il fatto che egli essendo esponente del PD e provenendo dalla DC tenga nella vita privata di imprenditore comportamenti più simili a quelli che ci si aspetterebbe da chi politicamente è ispirato a comportamenti di destra verso i propri dipendenti e pretenda contestualmente di poter distinguersi rispetto ad atteggiamenti autoritari di matrice di destra.
Del resto anche Matteo, il pargolo di cotanto padre, è l’autore della riforma del lavoro conosciuta con il nome di Jobs Act, cioè quell'insieme di regole che hanno messo in ginocchio il lavoro in Italia tra il 2013 ed il 2015.

“Arturo Srl nasce nel 2003, creata da Renzi senior”, prima del 2011 anno della sentenza del Tribunale di Genova la Arturo è posta in liquidazione, Arturo Srl condannata in contumace (si legge in sentenza) perché liquidata prima della fine del dibattimento in Tribunale.

Stiamo parlando di fatti che si verificano negli stessi anni che nasce e si organizza il Movimento cinque stelle che ancora non ha questo nome ma si coagula già intorno alla figura di Beppe Grillo.
Quando Grillo inizia a costruire le basi di un movimento politico più a misura d’uomo rispetto ai partiti politici di quagli anni i Renzi’s invece già lavoravano da tempo allo sfruttamento dei lavoratori nigeriani e italiani.
Il 2009 per la prima volta i Meet Up partecipano  alle elezioni amministrative non è un plebiscito ma alcuni che parteciparono a quella competizione oggi sono ministri.
Ma il movimento nasce intorno al 2005.
Arturo Srl nasce due anni prima.
Tiziano, dunque e a ragione direi, in apertura del post “chiede di non essere accostato a personaggi come Antonio Di Maio” e per distinguersi cita una serie di situazioni illegali o anomale che lui sostiene di non avere mai perseguito lasciando intendere che il Di Maio avendole invece perseguite è differente da se.
E’ molto attento a non dire che non ha mai licenziato chi pretendesse una paga giusta.
Ma commette un errore quando sostiene “non dichiaro 88€ di tasse”.
Perché alcune procure stanno lavorando proprio sui conti delle sue società e sulle fatture false.
Se la fatturazione è falsa il danno erariale è lì pronto a spuntare fuori.

giovedì 26 luglio 2018

"Sette notizie per sette giorni: la settimana in video...la settimana vista con gli occhi di Matteo Renzi"

A distanza di ben oltre due anni dall'ultimo post torno a scrivere qualcosa su questo blog politico.

In questi ultimi due anni ho preferito utilizzare le pagine Facebook che curo per parlare della cronaca politica quotidiana, però sui social ci sono limiti per la lunghezza degli articoli.

Qui invece posso usare tutto lo spazio che voglio senza limiti e posso organizzare meglio testi e grafica senza troppe interferenze.

Riprendo usando la trascrizione fedele del video di Matteo Renzi come prologo di una analisi più dettagliata che voglio elaborare successivamente per mettere in evidenza come Renzi usi frazioni di fatti reali per descrivere in maniera contorta o parziale a proprio vantaggio una realtà che è differente.

Si legge nelle sue parole tanto astio verso chi è al governo ora, non parla mai del PD se non di sfuggita ma solo per riferirsi a ciò che ha fatto lui al governo in quanto espressione del PD o del centro sinistra ovviamente per porsi strumentalmente in contrapposizione a centro destra o più frequentemente ai cinque stelle, usa il video il ruolo di senatore che lo protegge da qualsiasi accusa di calunnia e il linguaggio per offendere chi gli pare usando una forma malcelata di buonismo e pietismo. In alcuni tratti della sua presunta difesa di innocenza, ad esempio sul caso CONSIP, mi ricorda tanto i tentativi di smontare l'accusa di Pippo Calò nei confronti con i pentiti durante i processi di mafia, tentativi goffi che non approdavano a nessuna smentita, tanto che ad un certo punto in un confronto con Tommaso Buscetta il Buscetta stesso lo ridicolizza dicendogli "...ma se non lo sai fare lascia che lo faccia per te il tuo avvocato...", ecco Renzi ha bisogno di un bravo avvocato. Ma deve essere bravo.

Si evidenzia in definitiva un uomo stracotto dalla rabbia verso tutti ma che non ha ancora trovato il coraggio di costruirsi un proprio soggetto politico e liberare il PD che tiene ostaggio da può di due anni paralizzandolo e penalizzandolo rispetto alla concorrenza cinque stelle e centro destra. Eppure il PD è ancora il secondo partito italiano, ma forse le mire di Renzi sono proprio di fargli perdere questa caratteristica.

Vi lascio alla lettura della trascrizione, in seguito analizzo punto per punto tutto il contenuto sottolineando dove è agevole evidenti contraddizioni o rappresentazioni non rispondenti al vero.

Buona lettura.

"….[settim]ana…ehhh….provo ad andar velocissimo,
la notizia numero 7
(andiamo a scalare)
è che stiamo per votare in aula al Senato …ehh… il primo atto dell’abolizione dell’unità di missione sull’edilizia scolastica e l’abolizione dell’unità di missione sul rischio idrogeologico.
Avevamo creato queste due strutture insieme a Graziano Delrio, quando io ero premier, per investire molto sul futuro sull’innovazione anche in qualche modo per una volta sul prevenire anziché sul curare prevenire prima anziché che curare dopo.
Bene, il governo ha scelto di cancellare queste unità di missione, è del tutto legittimo può farlo a me ovviamente dispiace, …ehh… ha comunque in pancia nel portafoglio tutti i denari che avevamo messo son solo sette miliardi sull’edilizia scolastica nove miliardi sul rischio idrogeologico l’augurio è quello che li spendano bene ma la notizia numero uno è innanzitutto grazie a chi ha lavorato in questo settore.

notizia numero 6
il governo ci sta facendo veramente e incredibilmente divertire se non fosse una cosa seria, dico divertire se non fosse una cosa seria perché quando smettono di occuparsi dei… le armi di distrazione di massa, l’immigrazione, scoprono sulla TAV che i grillini in Piemonte difendono quelli che contestano la TAV mentre Salvini non si fa vedere a dare la solidarietà alle forze dell’ordine, sul TAP c’è un video storico di Di Battista che dice “in quindici giorni cancelleremo il TAP”, e il ministro degli esteri Moavero Milanesi è andato con Mattarella in Azerbaijan a rassicurare “tranquilli lo facciamo eh, era….uno scherzo,  era la campagna elettorale ”, persino il ministro Lezzi ha dovuto spiegare al presidente Emiliano che il TAP alla fine si farà.
E hanno deciso di bloccare la fusione tra ANAS e Ferrovie dello Stato perché evidentemente avevano paura di avere poche poltrone da …ehh… ssistemare, e ppoi stanno attaccando i vertici indipendenti,
Tito Boeri, che abbiamo nominato all’INPS, è uno di quelli che quando c’è da dir qualcosa la dice non fa sconti a nessuno né qualcuno può chiedere al presidente dell’INPS o dell’ISTAT di assumere le posizioni di un governo, è una funziona tecnica, terza, è una funzione di autorevolezza istituzionale.
Loro li attaccano, attaccano Boeri, attaccano Nava della COSOB, chissà come mmai…., proprio quando arrivano le interrogazioni parlamentari per sapere che cosa è accaduto sui mercati …ehh… nelle ore dello spred delle ore in cui si alza lo sprend delle ore in cui …ehh… qualcuno …oooohhhh… fa balenare l’ipotesi dell’uscita dall’euro, insomma la sesta notizia è che questo governo quando non parla di immigrazione litiga s-u  t-u-t-t-o.
..e noi di litigi siamo particolarmente esperti

quinta notizia!!!
Davide Casaleggio dice che tra qualche lustro il parlamento potrebbe non servire più.
…cioè, ma come?, che fine hanno fatto tutti i grandi costituzionalisti che si inalberavano dopo sei letture in parlamento dopo una discussione durata due anni dopo tutto un dibattito accesissimo si prevedeva di trasformare il Senato da assemblea in grado di de... in grado di votare la fiducia a camera delle autonomie delle regioni allora fu definita è una deriva totalitaria è una deriva antidemocratica adesso c’è uno che è il …capo? guru? proprietario? sioo? (CEO) del partito di maggioranza relativa che dice il parlamento tutto il parlamento non solo il senato potrebbe essere presto inutile, e… e tutti zitti, io chiedo ufficialmente che chi l’ha visto si occupi dei costituzionalisti …ehhh… che evidentemente sono o in ferie o non hanno avuto modo di scorgere nelle parole di Casaleggio deri… la deriva totalitaria, perché era deriva antidemocratica superare il Senato invece abolire il parlamento è roba da ragazzi.

notizia numero quattro!!
‘u ministro de ggovernoooo….. ummhhh del governo Salv…del governo Conte, Salvini viene indagato.
Io sono garantista e dico che il ministro Savona è un cittadino innocente fino a sentenza passata in giudicato, è indagato perché era presidente di un’importante banca, certo se fosse stata Banca Etruria sarebbe su tutti i giornali ma era una banca UNICREDIT leggermente più grande per altro, e può accadere di prendere un avviso di garanzia in questi casi, eh … nessuno di noi quindi strumentalizza o chiede le dimissioni del ministro Savona. Ma due pesi e due misure lo vogliamo dire? o no a proposito del fatto che quando hanno indagato alcuni ministri nostri Di Maio faceva i tuitt (tweet) “in cinque minuti si devono dimettere” quando indagano i loro “…e no… è garantismo” ecco questa idea della doppia morale prima o poi finisce e paradossalmente si ritorcerà contro i grillini che un tempo urlavano onestà onestà onestà e ora ‘ndò sta l’onestà dei grillini.
Detto questo io penso che il ministro Savona faccia benissimo a non dimettersi e che debba fare il suo lavoro, se è capace o incapace lo vedremo alla prova dei fatti, ma certo quando è cambiato dalla prima pagina del ‘Fango Quotidiano’ su Luca Lotti per esempio metteremo di nuovo sui social le immagini delle due prime pagine a confronto.

notizia numero tre!!!
siamo quasi alla fine
sembra … cos’era… eemmmhhh… discoring
eh.. il decreto ‘disoccupazione’ dice ‘no Matteo si chiama decreto Dignità’
tra l’altro tutti a discutere ‘eh, però come dev’essere l’indennità per il licenziamento illegittimo… o come dev’essere il parere dell’opposizione del comma sette dell’articolo tre che richiama al punto D…’ oh ragazzi ma qui c’è una storia incredibile… hanno fatto ‘sto decreto dicendo che cerano condizioni di necessità e di urgenza e poi lo fanno partire a ottobre e non adesso quindi uno s.. uno si domanda dove stava la necessità dell’urgenza, hanno fatto ‘sto decreto cambiandolo più volte in corso d’opera, cosa un po’ complicata perché se tu fai un atto non lo puoi cambiare a meno che non fai un nuovo passaggio in consiglio dei ministri, ma soprattutto nella relazione fatta al decreto legge c’è scritto che si perderanno in dieci anni ottanta mila posti di lavoro, questa è una cosa enorme.
c’è …ti… lo scrivono nero su bianco loro stessi che con quelle misure si perderanno ottanta mila posti di lavoro e cercano di cambiar discorso.
Quello non è un decreto dignità quello è un decreto disoccupazione.
Quello non è il ministro del lavoro quello è il ministro della disoccupazione.
E’ una cosa enorme di cui non si parla perché naturalmente provare a dire oggi che il grande cgoverno del cambiamento passa dal Jobs Act, segno più sull’occupazione, al decreto disoccupazione e segno meno appare poco carino.
E io credo che questo tema del lavoro ce lo riporteremo dietro.

eehhh…la notizia numero due che purtroppo tocca una vicenda triste e grave la… grave malattia che ha colpito Sergio Marchionne, che ha portato FIAT-Chrysler a cambiare i propri vertici, ad accellerare il ricambio pure già previsto che però per la malattia di Marchionne ha subito una accellerata impressionante… ehh.. sono stato molto criticato io ho fatto un’intervista a llaaa… rilanceremo anche in questi giorni, Sergio Marchionne per me è stato uno dei più bravi manager del nostro tempo, e chi dice il contrario nega la realtà, Marchionne è uno che ha preso la FIAT che era tecnicamente fallita ha riaperto le fabbiche in Italia e all’estero ha salvato Chrysler ed è chiaro ciascuno potrà lamentarsi di qualcosa e lo stipendio... e lasede legale… tutto quello che si vuole, ma la da.. il da.. il dato di fatto… la constatazione che tutti noi dobbiamo fare è che il lavoro lo creano quelli che rischiano non quelli che stanno sul divano ad aspettare il reddito di cittadinanza.
Avere la forza di dire che non di può vivere di slogan ideologici come negli anni settanta contro il padrone… se ci sono dei manager capaci e competenti le aziende ripartono.

E il… eee… la notizia numero due di una settimana di notizie che non può che chiudersi con la numero uno… e che riguarda un… ee.. incredibile caso, la vicenda COSIP
eehh… mm… il protagonista di questa vicenda, aahh… Scafarto il ehhmm… il colonnello Scafarto dell’arma dei carabinieri…  eehh… accusato di avere fatto prove false contro di me e la mia famiglia, eh… è stato nominato assessore alla legalità in una giunta di centro destra.
Cioè, vi faccio lo spiegone:
c’è un presidente del consiglio in carica del centro sinistra, uno dell’arma (e non soltanto con la sua squadra ma anche con rapporti molto stretti con pezzi dell’intelligence) va a fabbricare prove false contro la famiglia del presidente del consiglio espressione del centro sinistra e due anni dopo diventa assessore del centro destra. E’ tutto normale no?
E’ tutto chiaro.
C’è di più, in un’intervista di ieri Scafarto “chiedo scusa ai Renzi”.
E lui ha chiesto scusa. Eh.
Ragazzi se chiede scusa uno, …normale.
Ora io mi domando, vi ricordate quel film Johnny Stecchino quando ad un certo punto Roberto Benigni racconta della moglie di Cozzamara, eehh…. lll…. l’altro boss mafioso dice “io…dice… io c’ho ucciso la moglie a Cozzamara poi gl’ho chiamato dieci minuti gli ho detto guarda dieci minuti fa per sbaglio ho ammazzato tua moglie e c’ho chiesto scusa e lui si è….” allora, la vicenda di diii… Scafarto che chiede scusa a me ricorda ma muorire è Cozzamara e Johnny Stecchino e mi fa pensare che anche su sta vicenda CONSIP pure se qualcuno dei miei dice “Matteo non ci crediamo più neanche noi”, il tempo è galantuomo.
Nel frattempo il ministro della giustizia che si chiama ‘Bonafede’, ha detto che il PD voleva fare la riforma delle intercettazioni proprio per la vicenda CONSIP.
‘I mministro Bonfede non ha capito niente o è in ‘malafede’.
Una delle due.
Perché la riforma delle intercettazioni viene lanciata nell’agosto del duemilaequattordici, e nessuno di noi immaginava che accadesse uno scandalo come quello CONSIP, un complotto come quello CONSIP, nessuno di noi lo immaginava a meno che ‘Malafede’ non avesse informatori speciali che noi evidentemente non conosciamo.
Ma soprattutto il ministro ‘Bonafede-Malafede’ potrebbe venire in aula, visto che è un grande campione di trasparenza, e raccontarci che cosa si diceva che cosa si scriveva con il dottor Lanzalone presidente di ACEA scelto da alcune amministrazioni grilline, oggi privato della libertà personale, che è stato introdotto nel movimento cinque stelle proprio dal ministro Bonafede, ecco sarebbe interessante visto che uno proclama trasparenza che avesse il coraggio di andare in parlamento luogo dal quale il ministro Bonafede-Malafede sta scappando. Però parla di CONSIP.
Si chiamano diversivi, si chiamano armi di distrazione di massa.
Se di queste sette notizia siete sufficientemente stanchi segnatevi il diciannove il venti e il ventuno ottobre la Leopolda, Leopolda edizione numero 9, la prova del nove, il titolo?
“Ritorno al futuro”


Ciao…"